“La spada nella roccia”
Sono l’estintore chiamato la “spada nella roccia”, tutti si prendono gioco di me e dello stato in cui mi trovo.
Me ne vergogno molto, ma non è colpa mia.
Sono in questo stato, perché sono il frutto della “manutenzione virtuale”.
Quando sono stato costruito le mie aspettative erano altre, ero destinato a vegliare sulla sicurezza di tutti coloro che stavano intorno a me.
Il compito era arduo, ma mi sentivo preparato e pronto ad affrontare ogni evento.
Purtroppo, chi doveva vegliare sulla mia integrità ed efficienza, per motivi che non comprendo, a poco a poco ha cominciato a trascurarmi.
Ha cominciato col ridurre il tempo a me dedicato, le attenzioni con cui prima mi circondava, ha omesso di verificare il mio stato di salute e l’efficienza dei miei componenti, finché l’oblio ha cominciato a calare dentro di me e il gelo dell’inutilità ha pervaso tutto il mio essere fino a “pietrificarmi”.
* * * *

Se potesse parlare, quest’estintore forse ci potrebbe raccontare una storia simile, una storia che potremmo definire di “straordinaria follia”,
dove “l’efficienza e la sicurezza” sono state soppiantate “dall’opportunismo
e dall’inefficienza”.
Il presupposto che le attrezzature antincendio siano in perenne stand-by, invece che agire da stimolo sull’innalzamento della qualità dei prodotti, ha innescato in questi ultimi anni un perverso gioco al ribasso, che ha coinvolto oltre ai prezzi anche la qualità dei prodotti.
L’evento ha avuto quale conseguenza logica la contrazione dei costi della manutenzione, che, se realmente effettuata, risulta essere più costosa di parecchi estintori distribuiti sul mercato italiano.
Per rendere meglio il paragone, è come se il tagliando dell’auto costasse di più dell’automobile stessa.
Chi ha avuto modo di vedere il servizio che Striscia la Notizia ha dedicato all’argomento, ha potuto rendersi conto di quale realtà si nasconda nel mercato dell’antincendio e non si pensi che ciò esista solo nella fascia medio bassa dell’utenza, tutt’altro.
Nella fascia alta del mercato, quella occupata dai grandi Clienti, dagli Enti pubblici e dalle Global Service la situazione è identica se non peggiore.
A mega capitolati che occupano ore o giornate per la loro lettura, dove si sviscerano tutti gli aspetti legali del servizio, fanno riscontro quotazioni che non sono in grado di resistere ad una semplice verifica tempo/costi, ma ciò nonostante si procede nell’emissione degli ordini, perché è più importante l’aspetto economico e formale dell’incarico, rispetto al reale lavoro che la quotazione concordata consente.
E’ bene tenere presente, però, che, in caso di incidente, per il Giudice questa incongruità si chiama “culpa in eligendo” e può portare, come già avvenuto in caso di morte (vedi caso Thyssen), a un’accusa di “omicidio e incendio con dolo” per il Datore di lavoro e a un’accusa di “omissione volontaria di cautele contro gli incidenti e omicidio colposo con colpa cosciente” per le Figure preposte alle scelte.
MOZZANICA & MOZZANICA Srl
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